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Premi E Punizioni Funzionano?

Premi e punizioni nell’educazione dei figli

Quando si parla di educazione dei figli, il genitore perfetto non esiste

 

Essere genitore è il “mestiere” più vecchio del mondo, nasce con l’uomo stesso. Tuttavia ancora oggi non è facile essere un buon genitore e non ci sono “Scuole” che insegnino l’educazione da dare ai figli. Sta quindi ai genitori essere consapevoli e responsabili dell’importante ruolo che rivestono nei confronti dei figli e fare i conti con se stessi, in primis, cercando di essere quanto più possibile un sufficiente buon modello ed una base sicura. 

Sappiamo che il genitore prefetto non esiste, quindi, non bisogna rincorrere un ideale di questo tipo, come non è utile assecondare i figli in tutto, per essere buoni, o bravi ai loro occhi, o per farli felici. 

I bambini ed i ragazzi non sanno ancora autoregolarsi e per questo c’è necessità della figura adulta di riferimento, che in modo amorevole e definito sappia cogliere ed accogliere le esigenze dei giovanissimi. Dare risposte quanto più adeguate e coerenti con se stessi e con le esigenze dei piccoli. 

Passato e presente a confronto: genitore autoritario e genitore amico

Nelle generazioni passate era più frequente vedere in famiglia uno stile educativo di tipo autoritario, che evidenziava una posizione di superiorità dei genitori, rispetto ad una di inferiorità dei figli. Nella fase attuale si corre il rischio di essere permissivi, di avere un atteggiamento spesso alla pari, o di dare troppo potere decisionale ai figli, nell’idea che questo li sostenga ad essere autonomi. 

Queste due modalità, distanti tra loro, non sono in realtà efficaci, la prima tende a non far crescere, la seconda a non dare giuste regole e contenimento emotivo, generando confusione nei figli. 

Tuttavia, a volte, rimane per i genitori una sensazione di frustrante impotenza nei confronti dei figli ed una difficoltà a trovare la modalità giusta con la quale rapportarsi e stabilire un patto educativo. In questo panorama si collocano le famose punizioni e premi, come strategie di intervento per ottenere i risultati sperati, ma sono davvero efficaci? 

Il metodo Montessori ed il metodo Steiner: due ispirazioni per valutare l’approccio educativo

Prendiamo in esame due teorie pedagogiche, quella di Maria Montessori e quella di Rudolf Steiner. 

La Montessori parte dal concetto di “autoeducazione” del bambino. Secondo la filosofia montessoriana il bambino deve essere messo in condizione di apprendere in autonomia il comportamento corretto, comprendendo le motivazioni in base alle quali è necessario fare o non fare determinate azioni. 

In altre parole, risponde al principio: “Aiutami a saper fare da solo”, questo richiede una forte partecipazione dell’adulto, il quale svolge un ruolo importante nell’indirizzare il bambino, spiegandone il motivo. 

Secondo Maria Montessori non sono utili né i sistemi di punizione, né tantomeno i premi per i corretti comportamenti. Con le punizioni infatti, non si ottiene l’obiettivo di costruire un comportamento positivo e consapevole, mentre con i premi, si prova a inculcare al bambino un comportamento senza mostrargli nello specifico perché quella azione sia positiva in sé. 

L’obiettivo principale delle scuole steineriane è il raggiungimento dell’equilibrio e dell’armonia nell’essere umano. 

Nei casi in cui il bambino manifesti atteggiamenti non adeguati, l’adulto deve intervenire per indirizzarlo verso il giusto comportamento. La punizione deve essere sempre uno strumento attraverso cui migliorare la coscienza del bambino verso ciò che è bene e mai un’azione fatta con rabbia. Le indicazioni degli esperti che si ispirano ai principi di Steiner sono: 

  • non collegare mai un castigo a una attività che invece deve essere valorizzata agli occhi del bambino (es. il lavoro come punizione) 
  • non dare mai punizioni “predefinite” e uguali per tutti (es. chi parla esce fuori dalla classe) 
  • essere sempre creativi e basarsi sulla personalità del bambino e sull’obiettivo educativo che si vuole raggiungere. 

 In sintesi, il sistema educativo più efficace è quello che comprende un sistema di regole chiare, condivise e funzionali alla crescita. Un sistema che sostiene, attraverso il rinforzo positivo, quei comportamenti, o sinceri tentativi, che portano i figli a crescere e superare i loro limiti. 

La fiducia e l’autostima: due alleati nell’educazione dei figli

È fondamentale avere piena fiducia nelle capacità dei figli ed osservare i loro talenti e modalità comportamentali, rispettandoli. 

Questo sistema consente al bambino di essere riconosciuto nella sua individualità e nella sua capacità di mettere in campo comportamenti corretti, aumentando la fiducia in se stesso. 

Per questo è utile evitare metodi o interventi che minino l’autostima. Meglio non avere atteggiamenti aggressivi, svalutanti, che attivino nei figli il senso di colpa o la vergogna. Questo infatti, alimenta l’insicurezza che porteranno con se nella loro esistenza. 

È necessario sostenere il senso di responsabilità nei figli, ed il nesso causa-effetto dei propri comportamenti, ad esempio: “Se mangi troppa cioccolata ti verrà il mal di pancia e non potrai mangiarne altra per molto tempo; piuttosto che: “Sei cattivo se mangi tutta questa cioccolata!”. 

Sostituire la punizione spiegando le conseguenze naturali è essenziale per ogni tipo di comportamento dal più semplice al più complesso. 

Dare l’esempio: un’ antica regola che non passa mai di moda

Un altro elemento fondamentale è l’esempio: non chiediamo loro di fare cose che noi stessi non facciamo. Ad esempio: non stare a tavola quando si mangia, oppure essere presente ma con il cellulare in mano, o accanto. Lo facciamo anche noi?

Oppure, chiediamo loro di tenere la stanza ordinata, ma lo è anche la nostra? 

Creare un percorso educativo basato sulla consapevolezza delle azioni compiute e sull’esempio, può essere una valida e più efficace alternativa al sistema di premi e punizioni. Permettendo al bambino di crescere in modo più sereno e consapevole di ciò che si può e non si può fare. 

Tuttavia sappiamo che dalla teoria alla pratica quotidiana il passaggio non è sempre semplice ed immediato, non di rado i genitori possono sentirsi sconfortati, impotenti o incapaci, o avere la sensazione di averle tentate tutte senza successo. Bene, in questo caso è utile approfondire la propria specifica situazione familiare e per questo è utile chiedere una consulenza di coppia o familiare, farsi supportare da qualcuno che può affiancare e guidare nella presa di coscienza e nell’analisi della singola situazione.  

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