Callout piè di pagina: contenuto

Il Centro Italiano per la Psiche si trova in Roma, via Carlo Poma 4 (adiacente piazza Mazzini). Per maggiori informazioni chiama l'Ufficio di Segreteria attivo dal lunedì al venerdì, 9:30-18:30

La cefalea in età evolutiva

Dall’11 al 13 novembre, a Milano, si è svolto il 34° Congresso Nazionale di Antibioticoterapia in Età Pediatrica, in occasione del quale sono stati trattati alcuni dei disturbi più comuni nel bambino, fra cui la cefalea.

La cefalea è una patologia invalidante che interessa circa il “37% dei cittadini in età produttiva” (www.istat.it), tanto che, di recente, in Parlamento è stata presentata una proposta di legge finalizzata al “riconoscimento della cefalea come malattia sociale”. In età pediatrica, risulta essere una delle prime cause di assenza da scuola: le statistiche indicano che circa il 30% dei bambini in età scolare accusa mal di testa almeno una volta a settimana, il 6% “più volte a settimana o addirittura tutti i giorni” (www.quotidianosanita.it).

Per un genitore, può risultare estremamente difficile distinguere un vero mal di testa da un semplice ‘capriccio’ teso ad evitare il rientro a scuola, poiché il bambino non è in grado di descrivere il proprio stato di sofferenza come farebbe un adulto. Talvolta accade che il piccolo non riesca a prestare attenzione a scuola, che la mattina fatichi ad alzarsi e, nel pomeriggio, eviti di fare i compiti accusando dolore alla testa. Occasionalmente, chiede di andare a letto lamentando uno stato di malessere, oppure manifesta episodi di nausea e vomito. La somma di questi disturbi può indicare che il bambino soffre di cefalea.

Esistono diversi tipi di mal di testa con evoluzione e implicazioni terapeutiche completamente diverse. La prima importante distinzione da fare è quella fra cefalee primarie e cefalee secondarie. Le prime sono legate a una predisposizione genetica, mentre nelle seconde il mal di testa è il sintomo di una malattia che deve essere identificata e curata(www.ospedalebambinogesu.it).

La maggior parte delle cefalee primarie viene classificata in tre gruppi: le emicranie sono disturbi ricorrenti e dolorosi, spesso pulsanti su un lato della testa e talvolta accompagnati da nausea e da disturbi visivi; le cefalee a grappolo sono forme simili all’emicrania, che si manifestano con la ripetizione ravvicinata di brevi episodi molto intensi; le cefalee muscolotensive, che interessano circa il 75% della popolazione, non hanno una localizzazione precisa e possono essere causate da problemi di varia natura, tra cui lo stress, all’origine della rigidità muscolare e di una postura sbagliata.

Uno studio condotto dal Nationwide Children’s Hospital, presentato al Meeting dell’American Headache Society (www.nationwidechildrens.org), mostra che il mal di testa, nei bambini, tende ad aumentare con l’arrivo dell’autunno: “Tale incremento è probabilmente dovuto allo stress, ai cambiamenti nella routine quotidiana e nei ritmi del sonno legati al rientro a scuola” (www.quotidianosanita.it). Esistono, inoltre, una serie di fattori concomitanti, come ad esempio la scarsa idratazione e la permanenza prolungata davanti agli schermi elettronici, che possono aggravare la cefalea.

Le occasioni che provocano stress, emotività, tensione, dunque mal di testa per un bambino che va a scuola, sono quasi quotidiane: la scuola è il primo ambiente che il bambino frequenta al di fuori della famiglia, dove conosce l’impegno e la competizione. Il mal di testa, a sua volta, impedisce la concentrazione e lo studio, creando difficoltà scolastiche. Per tale motivo è bene intervenire tempestivamente, in modo che nel bambino non si generino angoscia e frustrazione, sia per la sofferenza che per gli obiettivi scolastici non raggiunti.

È utile, inoltre, cercare di comprendere il significato simbolico della cefalea e degli eventuali ulteriori sintomi che la accompagnano, inquadrando il disturbo non solo da un punto di vista anamnestico, ma anche all’interno dei ritmi quotidiani e delle dinamiche familiari che accompagnano la vita del bambino. In età pediatrica, infatti, a livello corporeo, la cefalea può esprimere un certo tipo di relazione con i genitori.

La cefalea può manifestarsi anche come sintomo di conversione in adolescenza. La Persona, infatti, in questa fase della vita si trova a sperimentare momenti di dolorosa confusione, specie a causa dei cambiamenti corporei. Stati di angoscia e di eccitazione si possono alternare e, sommandosi, possono dare luogo a forme di cefalea transitorie o ricorrenti. Particolare attenzione al mal di testa degli adolescenti, di conseguenza, è rivolta dai Neurologi verso tale patologia, in crescita preoccupante, in quanto colpisce più di un ragazzo su quattro tra gli 11 e i 17 anni di età.

Sono molteplici i fattori scatenanti in tale fase della vita: dallo stress per gli sforzi accumulati durante l’anno scolastico, allo stile di vita disordinato, che spesso si accompagna ad una cattiva alimentazione e ad una scarsa qualità del sonno. Altre cause possono essere imputabili ad errori di postura, all’eccessiva stimolazione del computer e all’uso di questo, alla difficoltà a rilassarsi. Un ulteriore motivo scatenante può essere, senz’altro, la tempesta ormonale che segue la pubertà. Proprio a ciò si imputa la maggiore frequenza con cui le ragazze soffrono di mal di cefalea più dei loro coetanei.

“Le femmine sono molto più colpite dei maschi dalla cefalea, per motivi ormonali”, spiega Gennaro Bussone, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche dell’Istituto Carlo Besta. “Con l’arrivo delle prime mestruazioni i mali di testa, che fino a quel momento sono equamente divisi nei due sessi, cominciano a colpire molto di più le femmine, fino ad arrivare a un rapporto di 3 a 1 negli adulti (www.ficef.org).

Capire la causa dei mal di testa è fondamentale per vincerli. La terapia volta a fornire strategie di cambiamento di stile di vita sembrano essere, in tal senso, le più efficaci. Gli obiettivi che il Centro Italiano per la Psiche, mediante professionisti qualificati, si impegna a raggiungere sono: educare le famiglie ad una corretta informazione sul disagio della cefalea; prevenire patologie secondarie quali disturbi alimentari, del sonno e della condotta; far acquisire uno stile di vita sano al proprio figlio.

Il Centro Italiano per la Psiche

Per approfondire l’argomento trattato, o ricercarne eventuali altri, può cliccare alla voce Disturbi; per prendere visione dell’attività svolta presso la nostra sede può cliccare alla voce Trattamenti e per usufruire delle prestazioni On-Line può riferirsi a Trattamenti On-Line.

Per contattarci, invece, può fare riferimento all’Ufficio di Segreteria, attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 09:30 alle ore 18:30, ai numeri 06 92599639 388 8242645 oppure al profilo Skype Centro Italiano per la Psiche Info

Per ricevere i nostri aggiornamenti può seguirci sui nostri profili FacebookTwitterInstagram, Linkedin e YouTube.

cerca
Carrello
Pulsante torna in alto