I Disturbi Dissociativi e la disgregazione del Sé

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I Disturbi Dissociativi possono colpire qualsiasi area del funzionamento psicologico. I loro sintomi sono percepiti dalla Persona come intrusioni non volute e/o come incapacità di accedere a informazioni, normalmente accessibili in maniera semplice, come nel caso dell’Amnesia

La caratterizzazione principale dei Disturbi Dissociativi, secondo il DSM V, è la sconnessione e/o la discontinuità della “normale integrazione di coscienza, memoria, identità, emotività, percezione, rappresentazione corporea, controllo motorio e comportamento”. I Disturbi Dissociativi sono in grado di colpire qualsiasi area del funzionamento psicologico e, tra questi, rientrano il Disturbo Dissociativo dell’Identità, l’Amnesia Dissociativa, il Disturbo di Depersonalizzazione/Derealizzazione e i Disturbi Dissociativi con o senza specificazione.

I Disturbi Dissociativi, spesso, si manifestano nel periodo successivo a un Trauma, avendo una stretta relazione con i Disturbi Correlati a Traumi e a eventi Stressanti.

 

Disturbo Dissociativo dell’Identità

Sono due i criteri che caratterizzano il Disturbo Dissociativo dell’Identità: la manifestazione di due o più stati di personalità e ricorrenti vuoti di memoria degli eventi quotidiani o di informazioni importanti. Entrambi questi criteri devono portare disagio affinché sia diagnosticato il Disturbo Dissociativo dell’Identità.

La maggior parte dei sintomi relativi ai due criteri sono di carattere soggettivo, che portano ad alterazioni del senso di sé e alla perdita della consapevolezza delle proprie azioni. È frequente, infatti, la sensazione di non essere sotto il proprio controllo, per cui alcune culture rimandano a fenomeni di possessione, mentre i frequenti vuoti di memoria, dovuti a manifestazioni di Amnesia Dissociativa, sono solitamente minimizzati. Sono per questo importanti le testimonianze degli amici, dei familiari e del Professionista.

Molto spesso il Disturbo Dissociativo dell’Identità si manifesta assieme a Depressione, Ansia, uso di sostanze, autolesionismo o convulsioni non epilettiche. La prevalenza, negli Stati Uniti, è dell’1,5%, e il fattore di rischio più significativo risulta essere quello dell’abuso fisico e sessuale. Stando al DSM V, infatti, “Negli Stati Uniti, in Canada e in Europa la prevalenza di abuso e trascuratezza nell’infanzia, tra le Persone con questo Disturbo, è di circa il 90%”.

La percentuale più preoccupante è quella relativa al suicidio: oltre il 70% dei pazienti ambulatoriali ha tentato di uccidersi.

 

Amnesia Dissociativa

L’Amnesia Dissociativa è caratterizzata dall’incapacità di ricordare informazioni autobiografiche importanti, come ad esempio il proprio nome o quello dei genitori, solitamente ben conservate nella memoria. La forma più comune è quella dell’Amnesia Circoscritta, ovvero l’incapacità di ricordare gli eventi di un determinato periodo di tempo, ad esempio i mesi o gli anni trascorsi associati a violenze subite. Nell’Amnesia Selettiva, invece, si ricordano alcuni degli eventi trascorsi in quel determinato periodo di tempo ma non tutti, riuscendo così a nascondere eventuali traumi. Entrambe queste forme di Amnesia possono essere manifestate dalla stessa Persona.

Quando la perdita di memoria è completa, cioè si perde l’intera propria storia personale, si parla di Amnesia Generalizzata, la forma più rara. Può manifestarsi più frequentemente in veterani di guerra, vittime di aggressione sessuale e in chi ha vissuto o vive stress e conflitti emotivi estremi.

L’Amnesia Generalizzata porta alla perdita della propria identità, oltre che a non permettere più l’accesso a informazioni e competenze note. Il suo esordio è acuto e porta la Persona a un forte disorientamento e al vagare senza meta, cosa che le spinge a essere attenzionate dalla Polizia e dai Servizi Psichiatrici d’Urgenza.

I fattori di rischio più comuni sono quelli relativi a esperienze traumatiche singole o ripetute, come la guerra, i maltrattamenti durante l’infanzia, gli abusi sessuali. Il rischio di suicidio è comune, particolarmente pericoloso quando la remissione dell’Amnesia porta a rivivere ricordi che la Persona non è in grado di tollerare.

 

Disturbo di Depersonalizzazione/Derealizzazione

Tale Disturbo si caratterizza per la presenza di Depersonalizzazione e/o Derealizzazione, durante le quali l’esame di realtà rimane tuttavia integro. Secondo il DSM V, la Depersonalizzazione consiste in “Esperienze di irrealtà, distacco, di essere un osservatore esterno rispetto ai propri pensieri, sentimenti, sensazioni, corpo o azioni”, mentre la Derealizzazione in “Esperienze di irrealtà o distacco rispetto all’ambiente circostante”.

Gli episodi di Depersonalizzazione o Derealizzazione sono persistenti e causano sensazioni di distacco o estraneità verso sé stessi. Il distacco può essere totale, portando la Persona a dire “Non sono nessuno”, oppure può essere legato ad alcuni aspetti soggettivi, come nel caso dell’ipoemotività: “So di avere sentimenti ma non li sento”.

La Depersonalizzazione, in particolare, può portare a forme estreme di “Esperienze extracorporee”, con un sé diviso in una parte che osserva e una che partecipa all’azione. La Derealizzazione, d’altro canto, si accompagna a sentimenti d’irrealtà e distacco nei confronti del mondo, per cui ci si sente avvolti dalla nebbia oppure persi in un sogno o al di là di un velo che separa la Persona dall’ambiente circostante. La Derealizzazione è accompagnata, solitamente, da distorsioni visive come offuscamento o appiattimento della vista, oltre a distorsioni uditive.

Un’esperienza comune è associata alla paura di subire o aver subito un danno cerebrale irreversibile, insieme a quella di percepire il tempo come troppo lento o troppo veloce.

 

L’Esperienza Soggettiva

Le Persone che non soffrono di tale problematica fanno esperienza di quanto percepiscono dai propri sensi, sintetizzando tutti gli stimoli in una percezione integrata di ciò che fanno o di ciò che accade attorno a loro. Analogamente, anche gli stati affettivi e le interazioni sociali vengono integrati in un unico senso di sé.

In presenza di Disturbi Dissociativi, invece, questi processi mentali, che sembrano automatici, non possono essere dati per scontati. Al posto dell’integrazione delle esperienze in un unico sé vi è infatti una scissione, sentendo le esperienze appena registrate come aliene ed estranee rispetto al sé.

Negli stati affettivi si registra così una perdita del senso del proprio corpo, percependo i propri movimenti come qualcosa di esterno al proprio essere. Questo può portare a un’angoscia acuta e ad Attacchi di Panico, oppure, al contrario, a un’estrema calma o indifferenza.

Sotto il profilo somatico, relazionale e cognitivo si riflettono l’angoscia, il panico o la totale indifferenza che la Persona prova in quel momento. I sentimenti di indifferenza possono essere espressi attraverso chiacchiere apparentemente stupide, oppure un torpore emotivo può essere espresso da un torpore fisico.

 

Il Centro Italiano per la Psiche

Il Centro Italiano per la Psiche, mediante l’apporto dei propri Professionisti, per affrontare tutte le problematiche relative ai Disturbi Dissociativi, propone la Psicoterapia Individuale (Adulti ed Età Evolutiva – max 3 incontri gratuiti), Psicoterapia di Coppia (max 3 incontri gratuiti), la Psicoterapia Familiare (max 3 incontri gratuiti), la Psicodiagnosi (primo incontro gratuito), e la Consulenza Psichiatrica (primo incontro gratuito).

Se desideri conoscere le numerose Consulenze Gratuite offerte dal Centro Italiano per la Psiche, presso la sede di via Carlo Poma 4, in Roma, o attraverso i Servizi on-line, richiedi un primo appuntamento. Puoi compilare il semplice format, oppure scrivere all’indirizzo info@centroitalianoperlapsiche.it.

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Centro Italiano per la Psiche

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