Dormire bene fa vivere meglio. I sintomi dei Disturbi del sonno-veglia

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Le alterazioni di sonno, se trascurate, sono fattori di rischio per lo sviluppo di malattie mentali. I disturbi sonno-veglia si distinguono in: Disturbo da Insonnia, Disturbo da Ipersonnolenza e Narcolessia

15 marzo, Giornata Mondiale del Sonno. La qualità del dormire bene influenza direttamente la qualità della vita. Gli studi condotti daMonitoring the Future e Youth Risk Behavior Surveillance System hanno dimostrato che in età preadolescenziale e adolescenziale la mancanza di sonno porta allo sviluppo di sintomi depressivi e comportamenti problematici, come per esempio l’uso precoce di alcol, di sigarette e di marijuana.

Nel 2015, a sostegno della medesima tesi, uno studio della Fondazione Novella Fronda, coordinato dal prof. L. Gallimberti, ha preso in esame un campione di 1300 ragazzi, tra i 10 e i 13 anni, di Padova. I risultati hanno rilevato che il 16% di loro era dipendente da smartphone, consumatore precoce di alcol, tabacco e marijuana e, soprattutto, risultava dormire meno di 8 ore per notte.

I Disturbi del Sonno-Veglia sono fattori di rischio per lo sviluppo di malattie mentali

Lo stress e la compromissione delle attività diurne sono gli aspetti essenziali condivisi da tutti i disturbi del sonno-veglia. La depressione, l’ansia e le modificazioni cognitive possono accompagnare questi disturbi e devono essere presi attentamente in considerazione per pianificare e gestire il trattamento.

È ormai un fatto acclarato, inoltre, che alterazioni del sonno persistenti, come l’insonnia o l’eccessiva sonnolenza, siano fattori di rischio per lo sviluppo di malattie mentali. Si deve quindi prestare la massima attenzione e cura al nostro sonno, senza dare nulla per scontato.

Proprio per questo, al fine di arrivare a un quadro che sia il più completo possibile, dobbiamo tenere conto delle condizioni mediche e neurologiche coesistenti. Dobbiamo sapere, infatti, che il sonno ha una correlazione con la respirazione, con i problemi cardiaci e polmonari, con le malattie neurodegenerative e le patologie dell’apparato muscolo-scheletrico. Il corpo, in buona sostanza, ciparla.

Stando quindi al DSM V, possiamo suddividere i disturbi del sonno in: Disturbo da Insonnia, Disturbo da Ipersonnolenza e Narcolessia.

 

Disturbo da Insonnia

Il Disturbo da Insonnia è molto comune e consiste nell’incapacità di addormentarsi. Ma quali sono i suoi sintomi? I primi che vanno individuati riguardano la quantità e qualità del sonno. Riusciamo a prendere sonno facilmente? Il nostro sonno si interrompe frequentemente? Abbiamo dei risvegli precoci al mattino e non riusciamo a riaddormentarci? Se la risposta a una di queste domande è positiva non possiamo però ancora parlare di Disturbo da Insonnia. Per essere diagnosticato il Disturbo da Insonnia dobbiamo avere queste difficoltà per almeno tre volte a settimana per tre mesi.

Non c’è una specifica fase della vita in cui questi sintomi si sviluppano, anche se il primo episodio è, più comunemente, nei giovani adulti. A volte, per far insorgere l’insonnia, è sufficiente un evento precipitante. A seconda della vulnerabilità della Persona ai Disturbi del Sonno, l’Insonnia può persistere anche a lungo dopo questo evento. Abbiamo pertanto un’Insonnia situazionale, persistente o ricorrente in base alla sua durata nella Persona.

La vulnerabilità all’Insonnia varia, ovviamente, per ciascuna Persona, e deve essere analizzata attraverso lo studio dei fattori temperamentali, ambientali, genetici e fisiologici. Profili inclini alla preoccupazione e all’ansia avranno maggiori possibilità di aumentare la vulnerabilità all’Insonnia. Analogamente sono fattori di vulnerabilità l’invecchiamento, il rumore, la luce e la temperatura.

Circa un terzo degli adulti riferisce sintomi di insonnia. Il rapporto donne-uomini pari a 1,44:1 rivela che sono le donne a soffrirne maggiormente.

 

Disturbo da Ipersonnolenza

L’Ipersonnolenza è un termine ampio che comprende sintomi relativi sia alla quantità del sonno che alla qualità della veglia. Chi soffre di Ipersonnolenza appare per questo, a volte, confuso al risveglio, litigioso e atassico.

La Persona ha un bisogno di sonno eccessivo che si protrae nelle ore in cui dovrebbe essere sveglio. Nelle ore diurne, infatti, tende ad avere sonnellini anche involontari, che tendono a essere lunghi un’ora o più. Questi sonnellini sono vissuti come non riposanti e non migliorano affatto la qualità della veglia, risultando con l’essere ancora più stanchi e con altro bisogno di dormire. Per essere diagnosticato, il Disturbo da Ipersonnolenza deve presentarsi per almeno tre volte a settimana, almeno per tre mesi.

Circa l’1% della popolazione di Europa e Stati Uniti presenta episodi di inerzia del sonno. Tra uomini e donne non vi è differenza di incidenza.

 

Narcolessia

La Narcolessia è il bisogno irrefrenabile di dormire, con periodi ricorrenti di attacchi di sonno o di sonnellini nell’arco della stessa giornata. Per essere diagnosticata, come per i precedenti disturbi, questi periodi devono presentarsi almeno tre volte a settimana negli ultimi tre mesi.

La Narcolessia può presentarsi con o senza Cataplessia, ovvero quel disturbo per cui, a seguito di forti emozioni, c’è una perdita del tono muscolare, così come può presentarsi con carenza o meno di ipocretina, ovvero del neurotrasmettitore che regola il ritmo sonno-veglia.

Nella maggior parte dei Paesi la narcolessia-cataplessia colpisce lo 0,02-0,04% della popolazione generale, con una leggera preponderanza, forse, per il genere maschile.

 

Conseguenze dei Disturbi del Sonno

La Persona con difficoltà legate a questi disturbi prova sentimenti di frustrazione e rabbia, causati dall’incapacità di dormire. Per certi versi la Persona si sente quindi impotente, girandosi nel letto con la speranza di un sonno che proprio non vuol saperne di arrivare.

Quando siamo privati del sonno, tendiamo a provare una stanchezza persistente durante tutta la giornata, procurandoci una spiacevole irascibilità nei confronti di chi ci gravita attorno. Come se non bastasse, saremo inclini a patire sentimenti di ansia, depressione e demoralizzazione.

Conseguenze dirette della privazione del sonno, inoltre, sono la confusione, la tendenza a distrarsi e l’incapacità di concentrazione. Come potremmo pensare in maniera chiara se non riposassimo? Così le Persone con disturbi del sonno si sentono letteralmente sopraffatti dal pensiero di andare a dormire, o di rimanere svegli, tanto da divenire il pensiero dominante del loro vivere quotidiano.

Gli stati somatici della Persona con disturbi del sonno includono fatica, agitazione, ipovigilanza e ipervigilanza.

 

Il Centro Italiano per la Psiche

Il Centro Italiano per la Psiche, mediante l’apporto dei propri Professionisti, per affrontare i Disturbi del Sonno, propone la Psicoterapia Individuale (Adulti ed Età Evolutiva – max 3 incontri gratuiti) e la Psicoterapia di Coppia (max 3 incontri gratuiti), oltre alla Prima Consulenza Gratuita in ambito Psichiatrico, Neuropsichiatrico Infantile e in Psicodiagnosi. Grazie ai nostri Professionisti ti offriamo l’opportunità di imparare a individuare, gestire ed elaborare gli eventi precipitanti che hanno determinato l’Insonnia, l’Ipersonnolenza o la Narcolessia.

Se desideri conoscere le numerose Consulenze Gratuite offerte dal Centro Italiano per la Psiche, presso la sede di via Carlo Poma 4 in Roma, o attraverso i Servizi on-line, richiedi un primo appuntamento. Puoi compilare il semplice format, oppure scrivere all’indirizzo info@centroitalianoperlapsiche.it.

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Centro Italiano per la Psiche

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