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Esistono decine di Parafilie diverse, ma sono soltanto 8 i Disturbi Parafilici. In accordo al DSM V, i Disturbi Parafilici elencati “Sono relativamente comuni e, alcuni di essi, per venire soddisfatti, comportano azioni che vengono definite come reati”

Il termine “Parafilia” indica qualsiasi intenso interesse sessuale diverso da quello generantesi dalla stimolazione dei genitali. Un Disturbo Parafilico è caratterizzato dalla presenza di una Parafilia che crea disagio in aree importanti della vita umana, come l’area sociale, lavorativa o affettiva. La Parafilia, da sola, non è sufficiente a far diagnosticare il Disturbo Parafilico. Ogni Disturbo ha, nei criteri diagnostici, una serie di conseguenze negative derivate dalla rispettiva Parafilia.

I Disturbi Parafilici presenti nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM V) sono otto: Disturbo Voyeuristico, Disturbo Esibizionistico, Disturbo Frotteuristico, Disturbo da Masochismo Sessuale, Disturbo da Sadismo Sessuale, Disturbo Pedofilico, Disturbo Feticistico e Disturbo da Travestitismo. A loro volta, questi otto Disturbi sono divisi in due gruppi: predilezione per attività inconsuete e predilezione per l’atipicità dell’oggetto sessuale.

Non è raro che una Persona manifesti più di una Parafilia. La connessione tra più Parafilie può non essere evidente, da spiegarsi come coincidenza o come una generica predisposizione alle anomalie dello sviluppo psicosessuale.

È opportuno verificare se la sua fantasia e il suo comportamento vengono proposti in ambiente controllato o se tali desideri non sono stati messi in atto.

 

Esperienze Soggettive

Variano molto gli stati affettivi delle Persone con Disturbi Parafilici. Si possono manifestare impulsività, opportunismo ed euforia temporanea, seguiti però da una fase depressiva dopo aver messo in atto la Parafilia.

Si tende a essere preoccupati ossessivamente dai propri desideri sessuali e dai sentimenti che li accompagnano, per cui si pianifica strategicamente il proprio modo di comportarsi per portare a compimento l’atto parafilico. Si arriva persino a distorcere la realtà pur di razionalizzare il proprio comportamento.

A livello somatico insistono alti livelli di vigilanza, quando si è alla conquista sessuale, e un vuoto profondo quando non si è alla conquista sessuale.

Si tende a sfruttare l’oggetto del proprio eccitamento sessuale escludendo tutte le altre relazioni sociali.

 

Disturbo Voyeuristico

Nel Disturbo Voyeuristico vi è eccitazione sessuale, per almeno 6 mesi, che si manifesta attraverso l’azione o la fantasia di osservare una persona nuda, o che si sta spogliando, o intenta in attività sessuale. L’oggetto del desiderio non deve essere consapevole di essere osservato e deve avere almeno 18 anni di età.

Se la Persona dichiara di non provare ansia, senso di colpa o vergogna nell’osservare a sua insaputa qualcuno nella propria intimità, allora si può riscontrare “interesse sessuale di tipo voyeuristico”, ma non il Disturbo Voyeuristico.

Seppure la sua prevalenza sia sconosciuta, è clinicamente attestata una incidenza massima, nell’arco della vita, del 12% negli uomini e del 4% nelle donne. Alcuni dei fattori di rischio sono l’abuso sessuale infantile, l’uso di sostanze e l’ossessione per il sonno. La causa resta comunque incerta.

 

Disturbo Esibizionistico

Il Disturbo Esibizionistico prevede eccitazione sessuale in fantasie e azioni, per almeno 6 mesi, mostrando i propri genitali a una Persona non consenziente. Il Disturbo varia a seconda se la Persona non consenziente a cui mostra i genitali è un bambino in età prepuberale, un adulto o non fa distinzione.

Se non provoca disagio nella Persona per il manifestarsi di questi impulsi parafilici, si può parlare di interesse esibizionistico e non di Disturbo Esibizionistico. La prevalenza è sconosciuta ma si ritiene che quella femminile sia molto inferiore a quella maschile. Fattori di rischio sono: un passato antisociale, abuso di alcol, l’abuso infantile e l’ossessione per il sesso.

 

Disturbo Frotteuristico

La Persona con Disturbo Frotteuristico manifesta eccitazione sessuale nello strofinare o toccare una Persona non consenziente. Se queste azioni non generano disagio in colui che propone tale comportamento si può parlare di interessi sessuali frotteuristici ma non di Disturbo Frotteuristico.

Le fantasie e le azioni devono persistere almeno per 6 mesi. Non è da escludere la capacità di mentire della Persona direttamente interessata, così da nascondere il proprio disagio e non farsi diagnosticare il Disturbo.

Nei servizi ambulatoriali parafilici, circa il 10-14% dei maschi adulti visitati presentano manifestazioni che soddisfano i criteri diagnostici del Disturbo Frotteuristico.

 

Disturbo da Masochismo Sessuale

Essere umiliato, percosso, legato o fatto soffrire in generale, attraverso fantasie o comportamenti per un periodo di almeno 6 mesi, è ciò che genera eccitazione sessuale nella Persona con Disturbo da Masochismo Sessuale.

Se la Persona non dichiara disagio o compromissioni, si parla di interesse sessuale masochistico ma non di Disturbo da Masochismo Sessuale. Una caratteristica tipica è l’ampio uso della pornografia.

 

Disturbo da Sadismo Sessuale

Nell’atto di umiliare o percuotere qualcuno ci deve essere una Persona attiva e una passiva. Chi riceve sofferenza ha interesse sessuale masochistico, chi invece infligge sofferenza ha interesse sessuale sadico.

 

Disturbo Pedofilico

Il Disturbo Pedofilico si manifesta attraverso l’eccitazione sessuale, per almeno 6 mesi, verso bambini sotto i 13 anni di età. Esiste il tipo esclusivo, attratto soltanto dai bambini, e il non esclusivo, attratto anche dai bambini ma non in via esclusiva.

È importante distinguere se l’attrazione è verso i maschi, le femmine o entrambi, e se la fantasia o l’azione è limitata all’incesto.

Solitamente esiste un’importante uso di materiale pedopornografico. La prevalenza è incerta, anche se nei maschi il Disturbo Pedofilico si assesta al 3-5%.

Sembra che vi sia una forte interazione tra pedofilia e antisocialità. Spesso le Persone con Disturbo Pedofilico rivelano di avere subìto abusi sessuali da bambini, ma non è chiara la diretta correlazione.

 

Disturbo Feticistico

Il Disturbo Feticistico si manifesta attraverso l’eccitazione sessuale, con fantasie e azioni nell’arco di almeno 6 mesi, generata da oggetti o da parti del corpo che non siano i genitali. Gli oggetti si limitano a capi di abbigliamento usati per il travestitismo o a strumenti progettati specificatamente per la stimolazione dei genitali, come i vibratori.

Può trattarsi di un’esperienza multisensoriale, provando eccitazione nell’annusare, toccare o strofinare addosso l’oggetto del desiderio, così come inserirlo all’interno degli orifizi durante la masturbazione.

Le Persone con Disturbo Feticistico possono arrivare anche a rubare gli oggetti feticistici che desiderano ed essere arrestati per reati antisociali non sessuali.

 

Disturbo da Travestitismo

L’eccitazione sessuale si manifesta attraverso la fantasia o l’azione, per almeno 6 mesi, di indossare indumenti del sesso opposto. Non si applica a tutte le Persone che si vestono come il sesso opposto, neppure se lo fanno abitualmente. Si applica soltanto se c’è sempre eccitazione sessuale nel vestirsi in tal modo e se esiste disagio, ansia o senso di colpa.

Spesso nei maschi il Disturbo da Travestitismo si accompagna all’Autoginefilia, cioè una tendenza parafilica maschile per cui ci si eccita pensandosi o vedendosi come donna. È molto comune la comorbilità con il feticismo e il masochismo.

 

Disturbo Parafilico con altra specificazione

A questa categoria afferiscono manifestazioni con sintomi caratteristici dei Disturbi sopra descritti che non soddisfano però tutti i criteri per la diagnosi. Alcuni esempi sono la zoofilia, la coprofilia, la necrofilia.

 

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