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I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione colpiscono molti adolescenti, soprattutto di sesso femminile. Possono essere definiti come persistenti disturbi del comportamento alimentare o di comportamenti finalizzati al controllo del peso, che danneggiano la salute fisica o il funzionamento psicologico e sociale

 

Pica

La caratteristica principale della Pica è la persistente ingestione di una o più sostanze senza contenuto alimentare o non commestibili. Per essere diagnosticata la Pica è necessario che questo comportamento perduri almeno un mese.

La diagnosi viene applicata sia all’ingestione di sostanze non commestibili che all’ingestione di prodotti dietetici a minimo apporto calorico, di solito inappropriati rispetto allo stadio di sviluppo della Persona. Tra le sostanze non commestibili più comuni ci sono la carta, la vernice, la gomma, il ghiaccio, l’amido, la terra.

Se i sintomi si manifestano esclusivamente in concomitanza con altro disturbo mentale, la Pica dovrebbe essere diagnosticata indipendentemente soltanto se ritenuta sufficientemente grave.

Non sono chiari i tassi di prevalenza, ma tra le Persone con disabilità intellettiva la prevalenza della Pica tende ad aumentare con l’aumentare della gravità del disturbo.

In base alle sostanze ingerite, la Pica può essere letale, o compromettere in modo significativo il funzionamento fisico. Raramente può essere considerata l’unica causa di una compromissione a livello sociale.

 

Disturbo da Ruminazione

Il sintomo principale prevede un ripetuto rigurgito dopo aver ingerito del cibo, per almeno un mese. Tale rigurgito non deve poter essere attribuibile a condizioni gastrointestinali o ad altre condizioni mediche e deve manifestarsi indipendentemente dalla presenza di altri Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione.

Se in presenza di altri disturbi mentali, il Disturbo da Ruminazione deve essere sufficientemente grave per poter essere diagnosticato e avere attenzione clinica.

Nei neonati possiamo riconoscere alcune posizioni. I neonati con Disturbo da Ruminazione tendono a inarcare la schiena gettando la testa all’indietro e facendo movimenti di suzione con la lingua. Si mostrano irritabili e affamati tra un rigurgito e un altro, dal quale sembrano trarre piacere.

Sono comuni nei bambini la perdita di peso e l’incapacità di incrementare il peso corporeo come previsto dal rispettivo stadio di sviluppo. La malnutrizione può presentarsi anche in bambini più grandi e in adulti.

Gli adolescenti e gli adulti mascherano il comportamento di rigurgito coprendosi la bocca con la mano o tossendo. Si può arrivare a evitare di mangiare in pubblico perché consapevoli del disappunto sociale che deriva dai rigurgiti. Si possono manifestare quindi comportamenti di evitamento dell’alimentazione prima di affrontare contesti sociali come la scuola o il lavoro.

Non è chiara la prevalenza, seppure il Disturbo da Ruminazione sembri manifestarsi con maggiore frequenza in determinati gruppi, come nelle Persone con disabilità intellettiva.

 

Disturbo Evitante/Restrittivo dell’assunzione di cibo

Il Disturbo Evitante/Restrittivo dell’assunzione di cibo si manifesta con l’evitamento o il restringimento dell’assunzione di cibo, assieme a uno o più dei seguenti sintomi: perdita significativa di peso; significativo deficit nutrizionale; dipendenza dall’alimentazione parenterale o da supplementi nutrizionali orali; interferenza con il funzionamento psicosociale.

Il DSM V nota, a proposito di tale Disturbo, che “Bambini e adolescenti che non hanno ancora completato la crescita possono non mantenere il peso o l’aumento dell’altezza lungo la propria traiettoria evolutiva”, con tutte le conseguenze a livello fisico che ciò comporta. Soprattutto nei neonati, la malnutrizione può essere fatale.

Perché il Disturbo Evitante/Restrittivo dell’assunzione di cibo possa essere diagnosticato, è necessario che i cibi evitati non siano correlati alla sua non disponibilità o a pratiche culturali, come il digiuno in ambito religioso.

 

Anoressia Nervosa

L’Anoressia Nervosa è caratterizzata dal rifiuto del cibo e dall’intensa paura di ingrassare. Le Persone con problemi di Anoressia Nervosa spesso negano la propria magrezza, anche quando hanno un peso inferiore alla norma rapportato ad altezza ed età.

Il controllo del peso corporeo condiziona fortemente la vita e il comportamento di tali Persone, le quali mettono in atto diete ferree, pratiche di evacuazione, come il vomito autoindotto e, frequentemente, un uso smodato di sport e farmaci anoressizzanti.

La stima di sé è totalmente subordinata al mantenimento di un peso al di sotto della norma. Le conseguenze di tale condotta alimentare, appannaggio di una difficoltà psicologica, possono divenire drammatiche anche dal punto di vista fisico e relazionale. La Persona anoressica mette a rischio la propria vita, arrivando anche a cagionarsi la morte.

La prevalenza di genere è nettamente sbilanciata verso le donne, in cui l’Anoressia Nervosa è 10 volte più presente che negli uomini.

Le Persone con Disturbi d’Ansia, o che mostrino tratti ossessivi nell’infanzia, hanno maggiori possibilità di sviluppare l’Anoressia Nervosa. Essa si sviluppa anche in funzione della scala valoriale della società in cui la Persona cresce. Se la magrezza è considerata un valore è giusto ricercarla oltre ogni limite?

In accordo al DSM V “È presente un maggiore rischio di Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa tra parenti biologici di primo grado di individui con il disturbo”.

Si rilevano anche dei suicidi, con tassi riportati a 12 su 100.000 ogni anno.

 

Bulimia Nervosa

La Bulimia è caratterizzata da ricorrenti abbuffate. Queste sono costituite dall’ingurgitare, in un breve lasso di tempo, una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone potrebbero mangiare nello stesso tempo ed in circostanze simili.

Tali comportamenti sono connotati dalla sensazione di perdita del controllo e, a seguito di ciò, si ricorre a inappropriate condotte compensatorie (come vomito autoindottoabuso di lassatividiureticienteroclismi o altri farmacidigiuno o esercizio fisico eccessivo), così da contrastare l’aumento di peso. Le persone bulimiche, generalmente, hanno un peso nella norma, condizione che rende il disturbo più difficile da identificare se rapportato all’Anoressia, in quanto, quest’ultima, più facilmente individuabile a causa della significativa perdita di peso.

Le conseguenze a livello psico-fisico possono essere molto severe per la salute della Persona; il vomito ripetuto e l’abuso di lassativi o diuretici inducono scompensi dell’equilibrio elettrolitico, riducendo i livelli ematici di potassio, con serie ripercussioni sul cuore, reni e sull’attività cerebrale.

Il Disturbo ha il suo picco nella tarda adolescenza e colpisce prevalentemente il genere femminile. Come per l’Anoressia Nervosa, il rapporto di genere è sbilanciato verso le donne, con un rapporto femmine-maschi di circa 10:1.

Il rischio suicidio è elevato.

 

Disturbo da Binge-Eating

Le caratteristiche cliniche di questo disturbo sono simili a quelle della Bulimia Nervosa. È caratterizzato da abbuffate di cui è difficile individuare la conclusione, poiché non sono seguite da comportamenti compensatori, come ad esempio il vomito autoindotto, in grado di arrestare l’episodio bulimico.

Chi soffre del Disturbo da Binge-Eating, inoltre, ha la sensazione di perdita di controllo sull’atto del mangiare: sente di non potere astenersi dall’abbuffarsi oppure di non riuscire a fermarsi una volta iniziato a mangiare.

Questo tipo di disturbo provoca un eccessivo aumento di peso e problematiche per la salute.

Perché questo Disturbo possa essere diagnostico è necessario che siano presenti, contemporaneamente, almeno tre di questi aspetti durante le abbuffate:
 
1. Mangiare molto più rapidamente del normale;

2. Mangiare fino a sentirsi sgradevolmente pieni;

3. Mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente affamati;

4. Mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando;

5. Sentirsi disgustati verso sé stessi, depressi o molto in colpa dopo l’abbuffata.
 
Il rapporto di genere è meno asimmetrico rispetto alla Bulimia Nervosa, con una prevalenza a 12 mesi a 1,6% per le donne e allo 0,8 per i maschi, tra gli americani adulti.

 

Disturbo della Nutrizione o dell’Alimentazione con altra specificazione

Questa categoria viene utilizzata quando i sintomi dei rispettivi Disturbi non sono sufficienti per poter avere una diagnosi e, al contempo, essi rappresentino un disagio significativo in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

Rientrano tra questi l’Anoressia Atipica, per cui la perdita di peso non corrisponde a un peso inferiore alla norma. La Bulimia Nervosa (a bassa frequenza e/o di durata limitata), in cui le abbuffate si ripetono meno di una volta a settimana e/o per meno di tre mesi. Analogamente il Disturbo da Binge-Eating (a bassa frequenza e/o di durata limitata) presenta gli episodi sintomatici meno di una volta a settimana e/o per meno di tre mesi. Il Disturbo da condotta di eliminazione si ha quando sono ricorrenti le pratiche di eliminazione per influenzare il peso in assenza di abbuffate.

Infine, la Sindrome da Alimentazione Notturna si caratterizza per l’eccessiva alimentazione subito dopo il risveglio o dopo il pasto serale, nonostante vi sia il ricordo di aver già mangiato.

 

Disturbo della Nutrizione o dell’Alimentazione senza specificazione

Questa categoria si applica quando i sintomi caratteristici di un Disturbo non sono sufficienti per una diagnosi ma causano disagio significativo in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

 

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