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Carne rossa: i rischi di un consumo eccessivo

È ormai assodato che alcuni alimenti della nostra dieta, quali frutta, verdura e ortaggi, abbiano virtù chemiopreventive, ovvero siano in grado di ridurre l’insorgenza dei tumori. Di contro, cresce l’attenzione su quei cibi, quali la carne rossa, ritenuti corresponsabili dello sviluppo di neoplasie e patologie a carico dell’apparato cardio-circolatorio.

Nel mese di ottobre, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione, organismo afferente all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha inserito la carne rossa fra le sostanze che possono causare il cancro. In particolare il gruppo di ricercatori ha catalogato, fra i cancerogeni certi (Gruppo 1) le carni rosse lavorate (salate, essiccate, fermentate, affumicate). Il consumo di carni rosse non lavorate (manzo, maiale, vitello, agnello, cavallo) rientrerebbe, invece, nella lista dei probabili cancerogeni (Gruppo 2).

Il 16 Ottobre 2015 si è celebrata, come ogni anno, la giornata Mondiale dell’Alimentazione, con appelli per accelerare l’impegno per sradicare la fame nel Mondo e migliorare il modo in cui il cibo viene prodotto e consumato a livello globale. Nei Paesi Sviluppati dove le disponibilità alimentari sono in eccedenza, il problema resta ancora l’aumento di patologie causate, spesso, anche da un’errata alimentazione.

L’American Insitute for Cancer ha calcolato che le cattive abitudini alimentari sono responsabili di 3 tumori su 10. Ciò dipende dalla presenza in alcuni cibi di sostanze che favoriscono lo sviluppo della malattia:

  • nitriti e nitrati, utilizzati per la conservazione dei salumi facilitano la comparsa del tumore allo stomaco;
  • un’alimentazione ricca di grassi e proteine animali favorisce la comparsa della malattia.Secondo lo studio annuale prodotto in collaborazione tra l’Associazione italiana registri tumori (AIRTUM) e l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) sono “2 milioni e 900 mila i cittadini italiani che, nel corso della vita, hanno ricevuto una diagnosi di tumore”. Tra le diverse patologie riscontrate, il cancro del colon-retto risulta la più frequente “con quasi 52 mila diagnosi stimate nel 2014” e un’incidenza di circa il 14% (http://www.epicentro.iss.it).

Tuttavia, gli stessi esperti IARC ricordano come la carne rossa contenga “anche proteine e micronutrienti importanti (come la vitamina B, il ferro e lo zinco)” (http://www.corriere.it). “Per le persone”, ha spiegato Kurt Straif, Responsabile dello IARC Monographs Programme, “il rischio di sviluppare il cancro del colon-retto a causa del consumo di carne rimane basso, ma aumenta se si esagera con le quantità” (http://www.salute24.ilsole24ore.com). Infatti, secondo gli esperti, per chi consuma ogni giorno la carne rossa lavorata, ogni porzione di 50 grammi in più aumenta del 18% il rischio di cancro al colon-retto.

Ma in che modo carni rosse e processate possono risultare cancerogene? Su questo punto si formulano ancora diverse ipotesi. Alcuni sostengono che il pigmento che dà il colore rosso all’emoglobina viene demolito nel nostro apparato intestinale in un gruppo N-nitroso che danneggia la mucosa dell’intestino. “Anche i metodi di cottura ad alte temperature […] producono composti (come gli idrocarburi policiclici aromatici) che si pensa possano contribuire al rischio cancerogeno” (http://www.focus.it).

Una nutrizione corretta costituisce, assieme ad un’adeguata e costante attività fisica, nonché al controllo di altri fattori di rischio, come il fumo o l’alcol, un elemento fondamentale nella prevenzione di numerose condizioni patologiche, viste le numerose proprietà chemiopreventive degli alimenti presenti nella nostra dieta mediterranea.

Nella dieta sarebbe utile ridurre l’apporto di grassi di origine animale, favorendo l’assunzione di cibi ricchi di vitamine e fibre. Occorrerebbe assumere, inoltre, almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno e privilegiare il consumo di pane, pasta e riso integrali abbinati ai legumi. Frutta e verdura, vegetali chemiopreventivi per eccellenza, infatti, apportano antiossidanti in grado di spazzare via i radicali liberi, responsabili di degenerazioni cellulari. Le fibre vegetali, inoltre, accelerano la motilità intestinale, liberando l’organismo da sostanze tossiche. Per prevenire il cancro, soprattutto quello del colon-retto, si sono rilevati particolarmente efficaci alcuni tipi di verdure, purché freschissime: in particolare, broccoli, cavoli e vegetali a foglia verde (spinaci, bieta), i quali contengono carotenoidi e vitamina C. Sarebbe preferibile, inoltre, evitare la frutta troppo zuccherina (uva, fichi, banane). Per quanto riguarda il consumo di carne rossa, sarebbe bene limitarlo ad 1 volta a settimana e privilegiare, piuttosto, carne bianca (coniglio, tacchino, pollo) e pesce, in particolare quello azzurro (sardine, acciughe, sgombro), che offre acidi grassi polinsaturi omega 3, coenzima Q10 e Selenio, sostanze con funzioni antiossidanti, capaci di stimolare l’organismo a formare o eliminare le cellule tumorali.

Il Centro Italiano per la Psiche

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