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Bambini con il Disturbo Oppositivo Provocatorio: una fonte di conflitti in famiglia

I sintomi del Disturbo Oppositivo Provocatorio sono comuni a tutti i bambini. Per evitare inutili angosce o eventuali sottovalutazioni, dunque, è opportuno riferirsi ad un Professionista per effettuare una diagnosi e, in caso di difficoltà, avviare un percorso di cura per il bambino e la famiglia

L’Età Evolutiva rappresenta lo stadio della vita più soggetto a cambiamenti, sia fisici che mentali. È un’età anche di ribellione e contrapposizione con i genitori. Non è raro, allora, che le mamme e i papà inizino a cercare su Google informazioni sui problemi del comportamento, non sapendo che esiste una branca ben definita di Disturbi diagnosticabili.

È normale per i bambini porsi in un atteggiamento di opposizione e provocazione rispetto ai genitori, a patto che ciò non avvenga in continuazione. Ovviamente è sempre il Professionista a valutare la possibilità di una diagnosi, possibilmente durante una Consulenza nei Disturbi dell’Età Evolutiva. I genitori, infatti, potrebbero male interpretare alcuni segnali e attribuire al bambino problemi che, in effetti, non ha.

 

Cos’è il Disturbo Oppositivo Provocatorio

Il Disturbo Oppositivo Provocatorio si caratterizza per una serie di comportamenti provocatori o vendicativi e per una serie di sintomi:

  • Rabbia e irritabilità
  • Frequenti perdite di controllo
  • Infastidirsi facilmente
  • Rifiutare le regole
  • Infastidire gli altri, deliberatamente
  • Incolpare altri per i suoi errori
  • Essere vendicativo

Questi sintomi si presentano per almeno 6 mesi in uno o più ambienti sociali. Se si manifestano in un unico ambiente, ad esempio la scuola, si può parlare di Disturbo Oppositivo Provocatorio di lieve entità. Se invece si hanno più ambienti in cui essi si manifestano avremo un Disturbo Oppositivo Provocatorio di entità Moderata (2 ambienti) o Grave (3 o più ambienti).

 

I sintomi sono comuni a tutti i bambini. Come riconoscere il Disturbo Oppositivo Provocatorio?

Attenzione: questi sintomi sono comuni a tutti i bambini. Per questo è assolutamente necessario non affrettare delle diagnosi “fai da te” ma affidarsi a un Professionista. Come fare, allora, per distinguere un comportamento normale da un Disturbo Oppositivo Provocatorio?

Il tratto distintivo è la gravità e la durata di ciascun sintomo. Un bambino con il Disturbo Oppositivo Provocatorio, infatti, avrà significativi problemi comportamentali per almeno 6 mesi.

Il più delle volte è la casa l’ambiente in cui si sviluppa tale Disturbo. Anche se fosse limitato al solo ambiente domestico, tuttavia, potrebbero esserci ripercussioni significative sulla vita sociale della Persona. È da osservare che i sintomi possono manifestarsi anche in chi non soffre del Disturbo Oppositivo Provocatorio, per questo è assolutamente necessaria una valutazione clinica ed evitare giudizi affrettati.

 

La reazione dei genitori

Secondo Anderson, “I ragazzi con problemi comportamentali spingono i genitori al limite, spingendoli a diventare permissivi. I genitori, per recuperare la situazione, diventano poi iper-coercitivi nella speranza che un maggiore controllo porterà i bambini ad ascoltare”.

Si aprono così due possibili scenari:

  1. Il genitore chiede al figlio di smettere di giocare e andare a dormire, ma ignora i primi richiami. Allora il genitore esplode di rabbia e comincia a urlare
  2. Il genitore chiede al figlio di smettere di giocare e andare a dormire, ma lancia oggetti e urla perché vuole continuare a giocare. Allora il genitore lo asseconda e gli permette di giocare per altri dieci minuti, dopo i quali però deve andare a dormire

Entrambi questi scenari aprono la possibilità di conflitti all’interno della Famiglia. Nel primo caso, il bambino apprende che urlare e assumere degli atteggiamenti sopra le righe è un buon modo per far passare un messaggio; nel secondo, invece, il bambino capisce che lanciando oggetti e urlando può ottenere qualcosa che vuole: perché non farlo ancora, dunque?

Alla presenza di questi due scenari, molto comuni, diventa necessaria la presenza di un Professionista per ripristinare l’ordine nella corretta educazione e crescita del bambino affinché possa essere, un domani, un buon adulto. Se ignorata, tale problematica può portare a ulteriori complicazioni nella fase adulta. Il bambino che soffre di questo Disturbo, infatti, ha maggiori possibilità di sviluppare, da adulto, una serie di problemi di adattamento sociale, quali il comportamento Antisociale, problemi di Controllo degli Impulsiuso di sostanzeAnsia e Depressione.

Il Centro Italiano per la Psiche

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