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Attaccamento e ansia da separazione

Sembra esserci una correlazione tra ansia da separazione e modelli di attaccamento. L’ansia da separazione colpisce molti bimbi, ma soprattutto molte mamme, in particolare quando comincia l’asilo nido, ossia la prima vera esperienza di distacco tra madre e bambino.

Negli ultimi anni il servizio fornito dagli asili nido è divenuto essenziale per l’assetto organizzativo di un numero sempre crescente di famiglie, vista la trasformazione del sistema familiare, che spesso vede lavorare entrambi i genitori. Tuttavia, come testimoniano gli articoli apparsi su alcuni quotidiani in prossimità della riapertura delle strutture, l’inserimento al nido resta per molti genitori motivo di preoccupazione e per molti bambini un difficile momento di transizione:

“A settembre si aprono le porte degli asili nido comunali all’utenza. Per l’avvio a pieno regime del servizio, bisognerà attendere la conclusione del periodo di inserimento, che spesso mette a dura prova anche i genitori, con durata variabile da bimbo a bimbo” (www.lastampa.it).

“Al nido si sono adottate strategie di ambientamento per tutti i bambini, sia vecchi che nuovi inscritti, nel rispetto delle loro esigenze e dei loro tempi” (www.messaggero.it).

Cosa può provare un bambino, di età compresa tra 0 e 3 anni, quando viene lasciato per la prima volta? Come può essere vissuto questo distacco?

Non si può affrontare la tematica dell’ansia da separazione, senza prima chiedersi che tipo di attaccamento abbia il bambino nei confronti del genitore.

Lo psicoanalista britannico John Bowlby nei suoi studi sull’attaccamento (www.unabasesicura.it/), nel considerare il legame madre/bambino come un bisogno che il piccolo ha di stabilire un contatto fisico con la madre che gli garantisca sicurezza, individua diverse tipologie di attaccamento:

  1. attaccamento sicuro, il quale si ha quando la madre rappresenta per il proprio figlio una base sicura dalla quale poter ricevere conforto e protezione;
  2. attaccamento insicuro, che si riscontra quando il bambino mostra scarso o nessun disagio nei confronti della separazione dalla madre;
  3. attaccamento ambivalente, il quale si manifesta quando il bambino risponde alla separazione dalla madre con grande sofferenza ma, al suo ritorno, anziché apparire confortato continua a dimostrare disagio;
  4. attaccamento disorganizzato, caratterizzato dalla copresenza di comportamenti contrapposti (per esempio, il bambino piange disperato mentre si aggrappa alla madre, oppure piange a voce alta e all’improvviso si congela restando immobile, stupefatto).

A dimostrazione di una correlazione tra stile di attaccamento e ansia da separazione, ricordiamo le sperimentazioni di Bowlby e Mary Ainsworth con la strange situation (1978), nell’ambito delle quali si è dimostrato come il comportamento di attaccamento, osservato tra la madre e il suo bambino, oltre a fornire protezione al piccolo, facesse della madre una base sicura” (www.attaccamento.it) da cui partire per esplorare il mondo circostante a cui fare ritorno. Avere una base sicurapermette al bambino di sviluppare un senso di fiducia in se stesso, favorendone progressivamente l’autonomia. Ogni esperienza di separazione dalla madre, inoltre, può determinare nel bambino una reazione di protesta ansiosa e una riduzione del comportamento di esplorazione autonomo.

Rispetto alla dimensione relazionale, quindi, “sperimentare una base sicura, permetterà al bambino di divenire adulto, fidarsi di se stesso e degli altri, divenendo a sua volta un punto di riferimento” (Il nido, di M.T. Bellucci, 2013 – centroitalianoperlapsiche.it). In quest’ottica, quindi, dietro le difficoltà dei genitori nel separarsi dal bambino, può esservi uno stile di attaccamento non sicuro dello stesso genitore, non elaborato, e che questi tende a riproporre al figlio.

La conoscenza dei modelli di attaccamento, pertanto, ci fornisce molte indicazioni utili ad individuare e a connotare meglio i comportamenti difensivi/sintomi precoci nei bambini, come l’ansia da separazione. A volte, il genitore ha il bisogno di negare la qualità dolorosa dell’esperienza di separazione del bambino, per sentirsi un genitore adeguato, ma ciò può portare il bimbo a mettere in atto anche comportamenti autolesionistici, che sono chiare manifestazioni di un’inversione dell’aggressività verso l’adulto.

È chiaro, quindi, come diversi disturbi infantili e alcune psicopatologie adulte siano imputabili allo stress provocato da queste ripetute esperienze traumatiche di separazione, stili di attaccamento non idonei. Separazione e minaccia di separazione possono contribuire ad accrescere la dipendenza del bambino dalla madre e a limitarne l’autonomia.

Porsi in ascolto delle paure dei bambini, individuando e riconoscendo eventuali difficoltà, è fondamentale per aiutarli a riconoscere, affrontare e gestire le paure; così come ascoltare le difficoltà e i vissuti emotivi del genitore nel separarsi dal bambino. Ecco perché, in un’ottica anche di prevenzione, si ritiene utile promuovere interventi per rafforzare e migliorare le competenze genitoriali.

Per tutto quanto esposto, il Centro Italiano per la Psiche promuove una serie di interventi di aiuto centrati sulla Persona, così da facilitare e accompagnare la madre e il bambino nel momento della separazione.

Il Centro Italiano per la Psiche

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