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Alcol e adolescenza: i rischi del binge drinking

Un numero crescente di ragazzi ricorre alla pratica del binge drinking, letteralmente “abbuffata alcolica”. Una pratica potenzialmente dannosa per l’organismo

Secondo una recente indagine commissionata da un’importante azienda produttrice di birra impegnata, in 30 nazioni, nella promozione del consumo responsabile di alcol, tra i giovani di età compresa tra i 21 e i 35 anni, attualmente vi sarebbe una propensione ad un utilizzo più moderato di tale sostanza.

Eppure, stando ai dati raccolti dall’Ansa, il dato raccolto in Italia è opposto. In Italia sono 8,6 milioni i consumatori, di cui 800 mila minorenni e 2,7 milioni over 65. È il quadro che emerge dalla ‘Relazione del ministro della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati’ del 2017.

In questo quadro desta maggiore preoccupazione il fenomeno del binge drinking (abbuffata alcolica), cioè il consumo di più bevande alcoliche in un arco di tempo estremamente limitato.

Lo scopo di questa assunzione è l’ubriacatura e anche i ragazzi che bevono saltuariamente, o di rado, tendono ad assumere più di 6 bicchieri di seguito. In questi casi, i rischi per la salute sono estremamente elevati. Negli adolescenti, infatti, manca l’enzima che consente di metabolizzare l’alcol e ciò fa sì che possano verificarsi ingenti danni al fegato e all’apparato digerente, oltre ad innumerevoli effetti nocivi a lungo termine, soprattutto nelle donne, a carico del sistema cardiaco, ormonale, neurologico, ematico, immunitario, muscolo-scheletrico.

 

Binge Drinking e adolescenti

Va sottolineato, inoltre, che l’abbuffata alcolica, oltre ad avere gravi conseguenze potenzialmente dannose per l’organismo, tra cui l’eventualità di un coma etilico, comporti una serie di rischi di natura psico-sociale.

Negli adolescenti, il consumo di alcol è associato a numerosi comportamenti a rischio quali l’attività sessuale precoce e non protetta, le assenze scolastiche ingiustificate e la riduzione delle prestazioni scolastiche, la violenza, il bullismo ed il possesso di armi.

Il consumo di alcol, inoltre, interferisce con il normale sviluppo cognitivo, emotivo e nelle competenze sociali degli adolescenti, oltre ad essere legato a una serie di disordini psichiatrici e al fenomeno della delinquenza giovanile. A ciò si somma il fatto che, coloro che iniziano a bere prima dei 15 anni di età, hanno un rischio 4 volte maggiore di sviluppare alcoldipendenza in età adulta, rispetto a coloro che posticipano il consumo di bevande alcoliche all’età di 21 anni.

Secondo i dati Istatil 17% degli adolescenti ricorre al binge drinking, per lo più, nei momenti di socializzazione. Ne consegue che le ragioni del dilagare di questo fenomeno vadano rintracciate nei contesti collettivi e risentano dell’influenza del gruppo dei pari. I genitori possono avere una funzione protettiva e regolativa nei confronti degli adolescenti, curando il dialogo con i propri figli, informandoli sui rischi correlati all’utilizzo di alcol e assumendo, in prima persona, atteggiamenti idonei nei confronti delle bevande alcoliche. Questo perché l’esposizione al bere dei genitori (parental modelling), può influenzare maggiormente l’assunzione di alcol da parte dei figli.

 

L’importanza della prevenzione

Può accadere, talvolta, che gli stessi genitori incontrino difficoltà nel parlare con i propri figli dei pericoli legati all’assunzione di sostanze, sia legali che illegali, a causa di una personale problematica irrisolta. Un’efficace strategia d’intervento, al fine di contrastare una futura dipendenza o l’adozione di comportamenti a rischio da parte di giovani e giovanissimi, deve includere l’individuazione di possibili atteggiamenti inadeguati o ambigui nei confronti della sostanza, da parte dei genitori.

Secondo il manuale Psicologia delle Tossicodipendenze, la prevenzione, intesa come “strumento di informazione, che mira ad evitare l’insorgere o la diffusione di avvenimenti dannosi” passa per il “rafforzamento dei fattori protettivi” e il “potenziamento delle abilità genitoriali, in modo da favorire i legami e le relazioni, promuovendo lo sviluppo individuale del ragazzo, al di là delle aspettative dei genitori”. Le ricerche confermano, infatti, che i genitori che mantengono un ruolo attivo nella vita dei propri figli, condividendone le passioni e gli interessi, “conoscendone gli amici e riuscendo a discutere con loro dei problemi che li preoccupano”, giochino un ruolo fondamentale nella prevenzione di possibili comportamenti a rischio.

L’adolescenza, per l’appunto, è un periodo molto critico nella gestione educativa di un figlio, in quanto caratterizzato da forti contrasti, determinati dall’esigenza di autonomia dell’adolescente e dalle pressioni del gruppo dei pari. Per prevenire il delinearsi di condotte devianti e possibili disturbi del comportamento, occorre aiutare i ragazzi e le rispettive famiglie a maturare la capacità di affrontare e superare le ansie e i conflitti caratteristici della fase adolescenziale, ribadendo l’importanza del dialogo, la necessità di stabilire delle regole chiare e condivise, nonché di fornire un modello comportamentale adeguato, così da poter essere punto di riferimento nei confronti dei propri figli.

Il Centro Italiano per la Psiche

Il Centro Italiano per la Psiche promuove una serie di interventi di aiuto centrati sulla specifica fase di vita vissuta dalla Persona, così da elaborare le motivazioni che inducono comportamenti lesivi o potenzialmente tali, come l’assunzione di alcol, tanto negli adolescenti quanto negli adulti. Ciò in virtù del fatto che, nel caso in cui la Persona non ricevesse sostegno nel dare un significato corretto a ciò che le accade, potrebbe proporre una reazione patologica caratterizzata da picchi di aggressività e apatia, piuttosto che da comportamenti devianti e autolesivi, vissuti spesso in solitudine.

I nostri esperti, specialisti nelle materie Psicologiche, Mediche ed Educative, possono essere reale elemento di supporto, sia per gli adulti che per gli adolescenti, nell’individuare l’origine del proprio malessere, così da accompagnare nel processo di elaborazione del trauma o degli eventuali traumi, consapevoli ed inconsci, al fine di poter raggiungere una nuova e più confacente condizione di equilibrio fisico e psicologico.

Per approfondire l’argomento trattato, o ricercarne eventuali altri, può cliccare alla voce Disturbi; per prendere visione dell’attività svolta presso la nostra sede può cliccare alla voce Trattamenti e per usufruire delle prestazioni On-Line può riferirsi a Trattamenti On-Line.

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