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Ortottista E Dislessia

Abilità visive e apprendimento: il ruolo dell’ortottista nella diagnosi della dislessia

Abilità visive e apprendimento: il ruolo dell’ortottista nella diagnosi della dislessia

 

La dislessia

 

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono disturbi del neuro-sviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente che si manifestano con l’inizio del percorso scolastico.

 

I DSA non sono una malattia bensì un diverso neuro funzionamento del cervello, che non impedisce la realizzazione della specifica abilità (lettura, scrittura, numerazione o altro) ma necessita di tempi più lunghi e carichi maggiori di attenzione. Questo diverso neuro funzionamento è innato e non è transitorio: accompagna l’individuo per tutta la vita.

 

Le difficoltà che accompagnano i soggetti con DSA possono essere compensate nel tempo con una buona attività di potenziamento.

 

In particolare la dislessia è il disturbo specifico della lettura che si manifesta con una lettura lenta e scorretta. Un esempio è l’omissione di lettere, saltare il rigo, confondere lettere simili ( b, d, p, q). In questo scenario ne risente anche la comprensione del testo e la memoria di lavoro.

 

 

La visita ortottica

 

Molto spesso, durante una visita ortottica, è possibile evidenziare un deficit visivo correggibile con occhiali o con specifici esercizi ortottici.

Una correzione di questo tipo è sufficiente ad allontanare altri tipi di diagnosi.

In presenza di dislessia è fondamentale altresì prestare molta attenzione ai movimenti saccadici ed alle fissazioni.

 

Questo perché un “dislessico visivo” presenta un maggior numero di saccadi e fissazioni.

 

In quanto un dislessico visivo presenta un maggior numero di saccadi oculari (movimenti dell’occhio fondamentale durante la lettura) e fissazioni (che sono funzioni fondamentali per poter poi esprimere tutte la altre funzioni cerebrali; ogni volta che gli occhi hanno questi movimenti rapidi è anche presente una costante attività muscolare per trattenere il movimento fisico).

Quando l’occhio inizia a compiere una saccade, non può interrompere o modificare l’ampiezza e la velocità di questa procedura.

 

 

Il ruolo dell’ortottista nella diagnosi della dislessia

 

Il “dislessico visivo”, presenta anomalie dei movimenti saccadici. In questo scenario, l’ortottista è l’operatore sanitario che può allenare tale irregolarità attraverso un training visivo.

La ginnastica oculare può essere insegnata in studio e successivamente essere eseguita anche a casa.

 

Durante la visita importante escludere anche altri fattori:

  • Deficit di convergenza
  • Alterazioni della sensibilità al contrasto
  • Dominanza oculare instabile
  • Fissazione instabile

 

Non sempre un paziente è in grado di riferire – durante la visita –  un’incapacità di vedere in maniera nitida, in particolare quando si parla di bambini, ecco perché è importante la prevenzione e la collaborazione dei genitori e degli insegnanti ma anche un lavoro di squadra assieme al contributo di logopedisti, neuropsicomotricisti, psicologi, osteopati, fisioterapisti.

 

La valutazione e la riabilitazione eseguita in équipe, consente di raggiungere traguardi più ambiziosi.

 

Per la diagnosi definitiva di dislessia è bene attendere la fine della seconda classe primaria, ma è altamente consigliata, assieme ad una valutazione di tipo psicologico e neurologico anche una visita ortottica magari entro il primo anno di età, in modo da escludere campanelli d’allarme collegato alla vista o problematiche a cui porre subito rimedio come ad esempio l’ambliopia (occhio pigro).

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